Arbitrato

L’arbitrato è una procedura alternativa al ricorso al tribunale che si svolge con le medesime modalità e garanzie per risolvere controversie civili e commerciali, in ambito nazionale ed internazionale, ottenendo un provvedimento (c.d. lodo) equiparato in tutto e per tutto ad una sentenza e, quindi, eseguibile anche coattivamente con l’ausilio della forza pubblica.

Le caratteristiche fondamentali che l’arbitrato dovrebbe avere sono: la celerità della procedura, la qualità del giudizio, la duttilità organizzativa (scelta dei giorni, orari e sede), il contenimento dei costi, la riservatezza e la libertà di scelta, ad opera delle Parti, di individuazione del soggetto (arbitro) che deciderà la controversia con elevata professionalità e competenza.
Le parti devono potere adottare il regolamento dell’ente arbitrale, modificarlo o stabilire che l’arbitrato si svolga secondo regole da esse stesse stabilite.

L’arbitrato rituale si celebra con le medesime regole e garanzie del processo civile ordinario e produce un titolo equivalente ad una sentenza (lodo arbitrale) il quale, in virtù della sottoscrizione di numerose convenzioni internazionali (in particolare quella di New York del 1958, ratificata da oltre 145 Stati) può essere riconosciuto ed eseguito, oltre che in Italia, in gran parte del mondo. 

Nella scelta dell’ente arbitrale sono rilevanti le tariffe per lo svolgimento dell’arbitrato che devono essere economiche, non prevedere costi di segreteria né la sospensione dell’arbitrato nell’ipotesi in cui una delle parti non proceda al pagamento della quota di sua competenza sicché l’arbitrato deve procedere comunque, anche nell’ipotesi di contumacia o insolvenza di una delle parti, senza obbligare la parte più diligente ad anticipare le spese dell’altra per potere ottenere il provvedimento decisorio. 

per una maggiore efficacia della procedura adr l’arbitrato deve potere essere preceduto da una mediazione o dalla negoziazione assistita nel cui ambito può essere sottoscritto un accordo conciliativo il quale ha, anch’esso, efficacia di titolo esecutivo, vale a dire che è equiparato in tutto e e per tutto ad una sentenza resa da un giudice in un tribunale.

L’arbitrato deve potersi concludere entro quattro mesi dall’avvio, salvo evenienze eccezionali concordate con le parti.

È possibile ricorrere all’arbitrato se le parti hanno inserito tale previsione nel contratto o nello statuto sociale (clausola arbitrale) oppure, nell’ipotesi di controversia sia già insorta senza che le parti abbiano previamente sottoscritto una clausola arbitrale attraverso la sottoscrizione di un compromesso.