Mediazione

Adr justice offre un servizio di eccellenza nell’ambito della mediazione civile e commerciale nonché della mediazione familiare, della mediazione penale e della mediazione aziendale grazie, anche, all’esperienza maturata con l’attività precedentemente svolta quale organismo di mediazione “obbligatoria” denominato Camera di Conciliazione di Milano (n. 88 Ministero di Giustizia) e come ente di formazione per mediatori professionisti (accreditamento del Ministero di Giustizia 9.6.2010).

Quell’esperienza, apprezzata dal pubblico, tanto da fare della Camera di Conciliazione di Milano uno dei principali organismi di mediazione di Milano, è stata trasfusa in adrjustice, che ora fornisce i medesimi servizi in modo totalmente libero e incondizionato, in tempi ancora più brevi e a costi ancora più ridotti (circa la metà delle tariffe degli organismi di mediazione obbligatoria).

Procedure che soddisfano la condizione di procedibilità prevista ex lege per determinate materie e che consentono di formalizzare accordi aventi la medesima efficacia di una sentenza di tribunale o del Giudice di pace, ma in tempi variabili tra i 15/30 giorni e a costi irrisori.

Cosa è la mediazione

Con la mediazione è possibile risolvere una controversia in modo efficace, rapido, economico e riservato. – Se si è in conflitto con un’impresa, un professionista, il datore di lavoro, un membro della famiglia o qualsiasi altra persona, nel proprio Paese o all’estero e non si riesce a risolvere la controversia da soli, si può adire un giudice ma si può anche fare ricorso ad un modo alternativo di risoluzione della controversia (adr) semplice, rapido, economico, soddisfacente ed efficiente, nel quale anche i diretti interessati svolgono un ruolo attivo e determinante per il raggiungimento di una soluzione condivisa che tenga conto, oltre che delle questioni giuridiche, anche degli effettivi interessi. Questo metodo alternativo di soluzione delle controversie è la mediazione.

Mediazione volontaria – Il ricorso alla mediazione è volontario e non presuppone necessariamente l’esistenza di una controversia in corso trattandosi di uno strumento idoneo anche a prevenire conflitti e controversie.

Mediazione obbligatoria e delegata dal giudice. – Quando il processo è in corso, anche in sede di giudizio d’appello, il giudice, se lo reputa opportuno ed utile, può invitare le parti a ricorrere agli organismi di mediazione. L’invito deve essere rivolto alle parti prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non è prevista, prima della discussione della causa.

Principi della mediazione. – La “mediazione” è un modo alternativo di risoluzione delle controversie nel quale un terzo (“mediatore”) aiuta le parti (“mediazione”) a cercare un accordo (“conciliazione”), senza tuttavia assumere una posizione formale a favore dell’una o dell’altra parte e senza potere decidere della controversia.

La mediazione è un sistema di risoluzione delle controversie altamente evoluto, che si pone quale alternativa al giudizio ordinario innanzi il tribunale per superarne le limitazioni quali, ad esempio: tempi lunghi, costi elevati, estromissione delle parti dalla procedura interamente gestita da terzi, mancata considerazione degli interessi ed esclusiva considerazione degli aspetti formali e giuridici, soluzioni vincolate e imposte da terzi, alta conflittualità, impossibilità di partecipazione diretta delle parti, deterioramento dei rapporti tra le parti.

Le parti sono invitate ad avviare o a riallacciare il dialogo, così evitando lo scontro; le parti stesse scelgono il metodo di risoluzione della controversia, svolgendo un ruolo particolarmente attivo per tentare di trovare da sole la soluzione più appropriata. Questo metodo offre l’occasione di superare il dibattito propriamente giuridico e di trovare una soluzione personalizzata e adattata alla controversia da risolvere. Questo approccio consensuale aumenta peraltro le possibilità per le parti, una volta risolta la controversia, di poter mantenere le loro relazioni di natura commerciale o di altra natura.

Principali caratteristiche della mediazione

Rapidità – la durata massima della conciliazione è di quattro mesi mentre non sono previsti tempi “minimi” e quindi l’accordo può essere raggiunto anche al primo incontro.

Efficacia – Si tratta di un sistema di risoluzione delle controversie che con l’ausilio di apposite tecniche, la versatilità e la partecipazione delle parti è altamente efficace nel consentire l’elaborazione di soluzioni equilibrate e soddisfacenti non consentite dai vincoli imposti nelle procedure giudiziali ordinarie e negli arbitrati.

Autonomia – Le parti possono regolare la procedura di mediazione come ritengono più opportuno e determinare liberamente il contenuto dell’accordo senza che questo venga imposto da terzi (come avviene nel giudizio ordinario e nell’arbitrato) tenendo conto anche dei reciproci interessi oltre che delle questioni di diritto.

Imparzialità – Il mediatore è un terzo totalmente imparziale e indipendente rispetto alle parti in quanto non decide nulla limitandosi a regolare la procedura e mettendo a disposizione tecniche ed esperienza che consentano di trovare soluzioni giuste ed eque. Se, comunque, esistono ragioni di conflitto di interessi, il mediatore si astiene dall’assumere l’incarico ed è responsabile civilmente del mancato assolvimento del dovere di imparzialità; inoltre, il mediatore è assicurato dall’organismo di conciliazione di cui fa parte con una polizza a tutela degli utenti.

Tutela degli interessi – Oltre alle questioni di diritto ed alla considerazione di “torti e ragioni” la mediazione consente di considerare e contemperare gli interessi delle parti.

Partecipazione delle parti – Alle parti è richiesto e consentito di partecipare ed esprimersi come non è possibile fare nel giudizio ordinario.

Ruolo dei professionisti che assistano le parti in mediazione – I professionisti possono offrire la loro esperienza nella gestione delle controversie e contribuire ad individuare ed elaborare soluzioni più ampie ed articolate di quelle consentite ai giudici ordinari ed agli arbitri; inoltre, possono provvedere alla corretta formalizzazione degli accordi conciliativi; preparare le parti alla mediazione e svolgere un ruolo nell’esecuzione dell’accordo conciliativo.

Creatività – La mediazione consente di elaborare un numero maggiore di alternativa oltre a quelle strettamente di diritto e quindi di calibrare ed adattare le soluzioni alle peculiarità dei singoli casi ed agli interessi delle parti, oltre che alle loro ragioni.

Economicità le parti sono tenute unicamente a corrispondere l’onorario del mediatore in misura predeterminata in funzione del valore della controversia e gli onorari dovuti agli avvocati che, eventualmente, le assistono; inoltre, atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo. Il verbale di conciliazione è esente dall’imposta di registro sino all’importo di 50.000 euro e l’imposta è dovuta solo per la parte eccedente. In caso di successo della mediazione, le parti hanno diritto a un credito d’imposta fino a un massimo di 500 euro per il pagamento delle indennità complessivamente corrisposte all’organismo di mediazione. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta è ridotto della metà.

Riservatezza –  Il procedimento di mediazione è protetto da norme che assicurano alle parti del procedimento l’assoluta riservatezza rispetto alle dichiarazioni e alle informazioni emerse. Tali informazioni non sono utilizzabili in sede processuale, salvo esplicito consenso delle parti, e il mediatore è tenuto al segreto professionale su di esse. L’obbligo di riservatezza si estende anche alle sessioni separate svolte dal mediatore con le singole parti.